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Storia

Storia Croce BiancaGemellaggio
Soci Fondatori

1902 – Soci fondatori

Il 6 Gennaio 1902 , per volontà di un esiguo numero di benemeriti concittadini corniglianesi, in un locale del circolo cattolico “Maurizio Dufour” nasce la P.A. Croce Bianca. L’ing. Gustavo Dufour, Roncallo Salvatore, Agostino Tro e Leonardo Mantero, sono i fondatori di questa istituzione, a cui è affidato il compito di prestarsi alle cure ed al servizio degli ammalati più umili e dei feriti più gravi. Ha così inizio l’ardua lotta tra il bene e il male, tra la morte sempre in agguato e la pietà umana che le si oppone. I primi incarichi sono assolti tra le più ardue difficoltà, e valida compagna nell’aspra lotta è la Croce D’oro di Sampierdarena che concede in prestito una barella. Questa nuova istituzione per la sua impronta di bontà, ottiene l’incondizionato appoggio della cittadinanza tutta ed il nuovo appello alla solidarietà trova pronta risposta nel nobile animo.
La prima barella

La prima barella

La P.A. tende ad affermarsi per cui lo stuolo esiguo dei suoi affiliati si estende, ed in questa meravigliosa gara, innumerevoli sono le vittorie della vita sulla morte. Nel 1903 presenti Mons. Gavotti Vescovo di Casale ed il Cardinale Richelmy viene inaugurata la nuova sede attigua al circolo cattolico Maurizio Dufour (sita nell’attuale via Minghetti). Un simbolo, testimone di sacrificio di una istituzione profondamente umana è concesso alla P.A. con dono della prima bandiera; il cui tessuto lucido, dolci mani lenitrici di dolore, hanno ricamato con cura affettuosa, è opera questa delle suore di Madre Cabrini, solidali nella misericordia ed alla signorina Lina Carbone spetta l’onore della presentazione ufficiale. In questa occasione si procede alla benedizione della prima barella a traino, donata dall’ing. Gustavo Dufour. La gara di generosità continua e negli anni successivi le file dei soci s’ingrossano, nuova testimonianza di bontà ed abnegazione.
La prima autolettiga

1917 – La prima autolettiga SPA 6000 15 HP

Con il crescente sviluppo del paese ed il sorgere di industrie meccaniche e navali si rende necessario il trasferimento della sede di via Dufour che non può più alloggiare la grande famiglia bianco crociata i cui aderenti salgono a 500. Alcuni anni dopo, esattamente nel 1909 per concessione Municipale viene offerta in locazione alla P.A. una nuova sede (l’attuale) sita in via Romolo Gessi (già via Gentile)Nel 1917 ecco che trova realizzazione il progetto lungamente sognato e gelosamente custodito. Per la munificenza dei F.lli Perrone la Croce Bianca ottiene la sua prima autolettiga. Una S.P.A. 6000 15 HP. Il nuovo mezzo rende con sollecitudine i suoi servigi all’umanità sofferente. 
Via Grillone

Targa via Costanzo Grillone, a Cornigliano.

Nel 1923 una grave calamità si abbatte sulla pacifica popolazione di Falconara (La Spezia) una polveriera salta in aria e tra le dense colonne di fumo, la morte avanza signora assoluta e crudele di quell’immane disastro. Una grande croce di bontà di pietà. Una croce bianca procede in quell’inferno di fuoco e di dolore sbarrando il passo al male e rispondendo all’appello di quanti temono, con tutto il suo spirito d’abnegazione. Nello stesso anno, in novembre il Monte Guano, qui vicino a noi (sulle alture di Coronata) si trasforma in un vulcano di fuoco e fumo. Il terrore invade la popolazione che fugge, come impazzita, lontano da quell’inferno, cercando un cielo più sereno un cielo sgombro da quelle orribili lingue infuocate. Il milite corniglianese non fugge, no: il dovere lo chiama e quel luogo che tutti abbandonano, perché le vite umane si spengono, perché là, in quel mare dilagante di fumo, la tenera voce di un bimbo o quella flebile di vecchio invocano il soccorso. La morte crudele quasi volesse vendicarsi, vedendo la sua malefica opera arenata, strappa alla vita in quest’occasione il Capo Squadra Costanzo Grillone, privando così la grande famiglia “Bianco Crociata” di uno dei suoi figli migliori. Un nuovo flagello si abbatte inesorabile su inermi popolazioni del Bresciano per il crollo della diga sul Gleno, il milite corniglianese è là, mietendo nuove lodi e benemerenza. 
Fiat 521

1926 – Fiat 521

Ancora e sempre la Croce Bianca è presente dove si soffre. Quale segno di carità evangelica, e nel violento nubifragio abbattutosi su Cornigliano il 4 Novembre 1926 la sua opera è una volta ancora, apportatrice di speranza e di confronto. Lodi e simpatie per il suo operato le sono tributate da tutta la cittadinanza che in lei vede la salvezza. Un altro mezzo si aggiunge al preesistente, si tratta di una autolettiga Fiat 507, che sarà di valido aiuto nel 1937 per un disastro sulla ferroviaria di Casella. In questo stesso anno una Fiat 521 è aggiunta a disposizione della popolazione; una grande sciagura che doveva mobilitare tutte le energie di questa santa istituzione, si stava preparando nell’ombra. Una lontana sera di giugno la limpidezza del cielo d’Italia fu turbata da un sinistro bagliore. Era la guerra! Fu in questa tragica circostanza in cui per ben cinque lunghissimi anni venne a trovarsi il nostro paese, che l’umile milite, lo sconosciuto soccorritore di tanti mali, dovette centuplicare le sue energie per correre là, onde la sua opera fosse richiesta. Nel buio minaccioso di notti interminabili quante volte si udì, confuso con altri apportatori di lutti e rovine, il rombo d’un motore, tanto chiaro e tanto familiare! Era la forza del bene che si opponeva al male e voleva vincerlo e voleva sopprimerlo quasi potesse con esso sopprimere la perfidia umana; e dovunque si soffrisse il rombo di quel motore pareva un canto gioioso di lode e di benedizione. Nel 1944 durante un bombardamento spietato nell’intento di arrecare soccorso ai feriti del disastro, moriva nell’adempimento di un sacro dovere, Mario Rossi ed un altro di questa eletta schiera i Capi Squadra Giuseppe Maiocco, colpito da una grossa scheggia ne era gravemente ferito. Quasi 5.000 persone fra malati e feriti, videro chini su di loro i volti buoni, pietosi e caritatevoli dei bravi militi corniglianesi negli anni della grande guerra. Per volere di un Dio clemente la furia sanguinosa scatenatasi tra gli uomini cessa; e nella famiglia Bianco Crociata ritorna chi si era allontanato durante quegli anni di odio e di terrore. Un nuovo fervore di vita aleggia nella società, ogni cuore è stato sottoposto, e con nuova lena si fanno progetti per l’avvenire. Con il concorso degli industriali, dei soci e della cittadinanza nel 1949 si può inaugurare e mettere in servizio una modernissima autolettiga Fiat 1100 L questo è un deciso passo verso un avvenire più prospero e più fecondo. Nel 1951 un terribile nubifragio si abbatté sul Polesine e la popolazione corniglianese raccolse l’appello lanciato dalla radio per l’invio di indumenti in zona. La P.A. allestì un centro di raccolta ed in pochi giorni organizzò un autocolonna di cinque camion carichi di aiuti umanitari.

Auto 12

1949 – Fiat 1100 L

Kappa 1

1971 – Fiat 238 “Kappa 1”

Nel 1974 la Croce Bianca si arricchì di un nuovo ambulatorio in località coronata all’inaugurazione erano presenti oltre al consiglio i rappresentanti della federazione provinciale, nelle persone dei Sig. Romagnoli nonchè il parroco di coronata benedicendo i locali. Nel 1976 il terremoto del Friuli miete altre vittime, la P.A. è presente con 2 autolettighe la dove il pericolo è maggiore, operando con difficoltà non prevedibili causa delle strage, invase da macerie e muri pericolanti ma il milite Bianco Crociato restò in zona tutto il tempo necessario rendendosi utile non solo ai servizi di soccorso, ma anche nello sgombro delle macerie “Bravi Militi”. Nel 1980 un altro terribile terremoto si abbatté in Irpinia e Lucania radendo al suolo interi centri abitati anche in quella occasione la Croce Bianca è presente in quei luoghi dove solo dolore e distruzione regnava sovrano la P.A. Con i suoi militi si mise a disposizione della locale P.A. Croce Verde di Battipaglia per circa due mesi, anche in quella occasione i Bravi Militi si guadagnarono la stima e la fiducia della popolazione locale, a questi bravi militi che tutto hanno sacrificato per vita altrui non possiamo far altro che dirle grazie!

Auto 34

1982 – VW Transporter

Auto 05

1988 – Fiat Ducato

Loghi Croce Bianca

Loghi Croce Bianca

Opera incompiuta di “Luigi Lavagetto
Ritrovata nell’archivio sociale e riemersa alla luce 11 Ottobre 2011

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Il Gemellaggio

gemellaggioIl gemellaggio con la Croce Bianca di Finale Ligure è avvenuto nel 1948, in seguito ai fatti accaduti dopo l’attentato a Palmiro Togliatti. Il 14 Luglio di quell’anno il dirigente del partito comunista venne colpito da tre colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata, e l’intera Italia fu attraversata da violente manifestazioni di protesta. La notizia dell’attentato si diffonde in tutto il paese con il giornale radio delle 13, e ovunque la reazione dei lavoratori è immediata: scioperi spontanei, cortei, assalti alle prefetture, alle questure e alle sedi dei partiti di governo. Le ripercussioni appaiono particolarmente marcate a Roma, nelle campagne toscane e nel settentrione, in grandi centri industriali come Milano, Torino e soprattutto Genova. La situazione è tesissima. A Genova 50.000 tra operai e reduci della resistenza innalzano barricate per le strade, bloccano i trasporti pubblici e si appostano sui tetti puntando delle mitragliatrici, causando alcuni morti. Si susseguono tre giorni di barricate, occupazioni di fabbriche e scontri tra manifestanti e polizia che fanno intravedere a molti, sia a destra che a sinistra, lo spettro di una lacerante guerra civile. Proprio in quei giorni una squadra della Croce Bianca di Finale Ligure si trovava in città per effettuare un servizio di trasferimento per l’ospedale San Martino. Non riuscendo a raggiungere la propria sede a causa della paralisi delle strade chiesero aiuto ai militi e ai dirigenti della nostra Pubblica Assistenza, che con grande spirito di solidarietà e fratellanza, offrì a loro vitto e alloggio all’equipaggio della consorella di Finale Ligure per alcuni giorni. Da allora le due Pubbliche Assistenze sono unite in un gemellaggio stretto e duraturo, e tutti gli anni, in occasione dell’anniversario di fondazione delle rispettive associazioni, le due “Croci Bianche” si riuniscono in segno di reciproco affetto per ricordare quei giorni onorando quel gesto di altruismo e di solidarietà.
crocebiancafinaleligure.it – Facebook

La storia è stata raccontata da: Vittorio “Sanfa” Sanfilippo, Socio Onorario
e da: Valerio Piano, Socio Benemerito

Gemellaggio

Le due croci intrecciate simbolo del gemellaggio


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